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DONNE - dall'INAIL un dossier su infortuni e malattie professionali

16/03/2017

 

"Secondo l'Istat, nel 2015 le donne rappresentavano il 52% della popolazione italiana con più di 15 anni, ma solo il 42% del totale degli occupati. Dopo la diminuzione del numero delle lavoratrici registrato nel 2013 (-1% rispetto al
2012), nel 2015 è proseguito il trend in lieve aumento già rilevato nel 2014 (+0,6%), con un incremento dello 0,5% su una popolazione di lavoratrici quantificato in circa 9,4 milioni. Il tasso di occupazione femminile rilevato dall'Istituto nazionale di statistica per il 2016 (media dei primi tre trimestri) è pari al 48%, in lieve aumento rispetto all’anno precedente ma distanziato di quasi 20 punti percentuali dal 66,4% registrato tra gli uomini."

 

Inizia così il dossier 2017 dell'Inail, uscito in concomitanza con la “giornata internazionale della donna”, sul tema delle tutele delle donne lavoratrici, dal titolo “Infortuni e malattie professionali. Dossier donne”; un documento che riporta, ad esempio, informazioni sull'andamento infortunistico delle lavoratrici, sugli infortuni in itinere, sulle malattie professionali e su un progetto pilota in materia di prevenzione in ottica di genere.

 

Il dossier ricorda che nel 2015 il World Economic Forum (Forum economico mondiale), con la relazione sulle differenze di genere, “aveva fatto sperare in un miglioramento sostanziale dell’Italia, che in un solo anno aveva guadagnato ben 28 posizioni, collocandosi 41esima su 145 nazioni”. Un anno dopo, invece – continua il dossier - l'Italia ha “perso nove posizioni, scivolando al 50esimo posto del Global Gender Gap Index 2016”. Una regressione dovuta principalmente al netto peggioramento nell'indicatore della partecipazione socio-economica. E forti differenze tra i sessi “si riscontrano in particolare a livello di equità salariale. Rispetto a questo indicatore, l’Italia è addirittura 127esima: in termini monetari, a parità di posizione le lavoratrici percepiscono 48 centesimi contro un euro dei lavoratori”.

 

Riguardo agli infortuni al femminile, quali sono le cause e le conseguenze?
 
Il dossier indica che prendendo in considerazione “solo i casi avvenuti in occasione di lavoro e accertati positivamente, la caduta si conferma la prima causa di infortunio per le donne (30,7% sul totale degli infortuni occorsi alle lavoratrici) e la seconda per gli uomini (20,8%), seguita dalla perdita di controllo di una macchina/mezzo di trasporto (17,2%), che per i lavoratori rappresenta invece la prima causa (29,3%)”. E le conseguenze più rilevanti di questi infortuni risultano essere “contusioni e lussazioni, con pesi relativi maggiori per le lavoratrici (rispettivamente 35,6% contro il 28,2% dei lavoratori e 31,8% contro 25%)”.
 
Riportiamo anche qualche dato specifico riguardo alle denunce di infortunio.
 
Ad esempio riguardo alle lavoratrici straniere si indica che le denunce di infortuni nel 2015 “sono state 27.352, pari al 12% del totale delle donne infortunate. Le più colpite, in valore assoluto, sono state le lavoratrici nate in Romania (5.195 casi), Albania (1.983) e Marocco (1.969). Le donne straniere decedute sono state 19 (il 17,3% dei 110 decessi femminili denunciati) pari al 9,7% delle 196 denunce di infortuni mortali occorsi a lavoratori stranieri di entrambi i sessi”.
 
Veniamo invece agli infortuni nelle scuole, un settore ad alta occupazione femminile.
 
Si segnala che nel 2015 “sono stati denunciati quasi 15mila infortuni occorsi a insegnanti e maestri delle scuole pubbliche e private: circa l’87% dei casi ha riguardato il genere femminile”. Tra gli studenti, invece, “la componente femminile è pari al 43% dei circa 80mila infortuni occorsi nel 2015 nelle scuole pubbliche e private”.
 
Qualche informazione viene fornita anche sugli infortuni in ambito domestico.
 
In questo caso si indica che le “denunce legate alla polizza assicurativa contro gli infortuni domestici – obbligatoria per tutte le persone di età compresa tra i 18 e i 65 anni che si occupano della cura della casa in maniera abituale, esclusiva e gratuita – sono state complessivamente 637. La quasi totalità (623) ha riguardato, come atteso, le donne, con un calo del 15,7% rispetto alle 739 denunce femminili del 2014 (su un totale di 757)”.

 

Vi invitiamo a consultare il dossier completo: 

Inail, “Infortuni e malattie professionali. Dossier donne”, edizione 2017 (formato PDF, 4.43 MB)

e l'infografica: Donne e lavoro, le denunce di infortunio nel 2015

 

 

 

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